Suoni & musicoterapia 11 h agoAggiungi ai preferiti

Un suono grave, bocca chiusa, prolungato per alcuni istanti. L'umming - o canto ummato - è forse la pratica sonora più semplice che esista. Un invito a scoprire la vibrazione come un massaggio interno.
Lo abbiamo tutti fatto senza pensarci: canticchiare mentre si cucina, si cammina, si culla un bambino. Quel piccolo suono mmm, bocca chiusa, gola rilassata. In inglese lo chiamano humming, o più poeticamente conscious humming quando ci si ferma davvero.
Forse è l'esercizio sonoro più universale - presente nelle tradizioni buddiste (l'OM essendo una forma codificata), nelle ninne nanne di tutte le culture, nel toning terapeutico moderno.
A differenza del canto, che spinge il suono verso l'esterno, il humming mantiene la vibrazione nel corpo. Bocca chiusa, il suono risuona nelle cavità del cranio, nel petto, a volte fino alla pancia. È una sensazione strana la prima volta: si è contemporaneamente lo strumento e l'ascoltatore.
Molti riportano un rapido rilassamento - le spalle che si abbassano, il respiro che si calma, la mente che smette di girare in tondo. Niente di mistico: è una combinazione di respirazione prolungata, vibrazione percepita e attenzione rivolta a sé stessi.
Ecco un modo semplice, da provare una mattina grigia o una sera carica:
Puoi chiudere gli occhi, o fissare un punto immobile - una piega della tenda, una fiamma di candela. Il humming ama la semplicità dell'attenzione.
Il humming rilassa, calma, aiuta a tornare a sé. È una pratica di benessere: accompagna il riposo, non lo sostituisce. Se vivi un periodo di ansia persistente, disturbi del sonno o tensioni durature, in complemento, non in sostituzione - consulta un professionista della salute.
Quello che la pratica dà, lo dà dolcemente, senza promesse. Forse è tutta qui la sua bellezza: non chiede nulla, offre il tempo di ascoltarsi.
Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.
Univers sonore — écoute, vibration, rituels