# S'ancrer quand l'esprit tourne - un rituel court pour revenir au sol

In questa serie : Souffle au quotidien — respirations, méditations, sommeil· Tappa 5/5

Respiro & meditazione 15 min agoAggiungi ai preferiti

# S'ancrer quand l'esprit tourne - un rituel court pour revenir au sol
Illustration : Mei Arakawa

Quando la giornata si accelera e la mente parte veloce, esiste una pratica molto semplice che aiuta a tornare nel corpo: un ancoraggio guidato di cinque minuti, da fare seduti, con gli occhi semi-chiusi.

Perché ancorarsi

Molte meditazioni si fanno a occhi chiusi. Ce ne sono altre, ancora più semplici, che utilizzano uno sguardo dolce - le palpebre semiaperte, lo sguardo posato senza intenzione, un po' come quando si guarda un fuoco nel camino senza fissarlo. Questa forma di attenzione ampliata rilassa le tensioni del viso e lascia spazio al mondo esterno: è adatta a coloro che trovano scomodo chiudere gli occhi o che provano vertigini quando la mente si agita troppo.

È questa la pratica chiamata soft-gaze meditation nella tradizione contemporanea della mindfulness - un ancoraggio dolce, senza chiudere completamente la porta all'esterno.

Il rituale passo-passo (5 minuti)

  1. Sedersi. Seduti su una sedia, con entrambi i piedi ben piantati a terra, o a gambe incrociate su un cuscino - non importa la postura purché la colonna resti libera e dritta. Le mani posate sulle cosce, palmi verso il basso.

  2. Posare lo sguardo. Abbassare leggermente le palpebre senza chiuderle. Lo sguardo cade naturalmente a un metro davanti a sé, a terra. Non si fissa nulla: si lascia entrare la luce, senza cercare di discernere i dettagli. Il viso si rilassa.

  3. Sentire i punti di appoggio. Fare tre respiri lenti. A ogni espirazione, sentire i piedi a terra - il loro peso, la loro temperatura, il contatto con la scarpa o il pavimento. Sentire anche le natiche sulla seduta, le mani posate sulle cosce. È questo l'ancoraggio: ricordare al corpo che è qui.

  4. Ampliare. Senza muovere gli occhi, provare a sentire contemporaneamente: i piedi, il peso sulla seduta, il ritmo del respiro che entra e esce dal naso. Tre cose insieme. Quando arriva un pensiero - arriverà - riconoscerlo senza giudicarlo, poi tornare dolcemente al trio piedi/seduta/respiro.

  5. Concludere. Dopo qualche minuto, fare un respiro più profondo, chiudere gli occhi per un momento, sentire la calma, poi riaprirli dolcemente.

Quando praticarlo

  • La mattina, prima di iniziare la giornata: cinque minuti che danno il tono.
  • Tra due riunioni, alla scrivania: anche attraverso uno schermo, il gesto riporta il corpo.
  • La sera, prima di cena o appena prima di dormire: per segnare la pausa tra la giornata e il riposo.

Ciò che non ci si aspetta dalla pratica

L'ancoraggio non ha lo scopo di far scomparire i pensieri: è un allenamento dolce per tornare. I pensieri tornano, l'attenzione riparte, si ricorda il corpo - ecco tutta la pratica. La regolarità conta più della durata: cinque minuti al giorno, per diverse settimane, cambiano più di un'ora eccezionale.

Ricordo importante

La meditazione di ancoraggio è una pratica di benessere, un allenamento dolce all'attenzione. Non è un trattamento medico: su una mente molto agitata, un'ansia persistente o disturbi del sonno consolidati, viene in complemento - mai in sostituzione - di un follow-up con un professionista della salute.

Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.

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Thomas VidalSoffio & meditazione
Guida del respiro, della mindfulness e del sonno.
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