Il marrubio bianco - la pianta amara dei chiostri che aiuta a superare i raffreddori

In questa serie : Tisanes du soir — plantes qui aident à déposer la journée· Tappa 2/2

Rimedi & piante 19 h agoAggiungi ai preferiti

Il marrubio bianco - la pianta amara dei chiostri che aiuta a superare i raffreddori

Erba modesta dei giardini delle erbe medicinali, il marrubio (Marrubium vulgare) è una di quelle piante che si raccolgono senza fare rumore. Amara, robusta, attraversava gli inverni nelle tisane dei chiostri. Ecco la sua storia e il gesto concreto della tisana, da riservare per le fresche serate.

Una pianta che si nota a malapena

Se incontri il marrubio bianco sul bordo di un sentiero asciutto, rischi di non vederlo: una pianta tozza, con foglie goffrate di un verde-grigio, come impolverate, e con il fusto quadrato tipico delle Lamiaceae - la famiglia della menta, del timo, della melissa. Il suo nome scientifico è Marrubium vulgare. In Germania viene chiamato Andorn; si trova anche con il nome di "marrubio comune" o "marrubio bianco", in contrasto con il marrubio nero che, invece, è un'altra pianta - più tossica - che è meglio saper distinguere.

È un'erba che ama i terreni poveri e i vecchi muri. I monaci dei monasteri la facevano crescere nell'orto delle erbe, questi quadrati di erbe che si tenevano a portata di mano per le tisane dell'inverno. Hildegarde di Bingen (XII secolo) la menziona nel suo Physica come una pianta utile per la voce e le bronchie - un uso che condivide con molte altre tradizioni, dal bacino del Mediterraneo all'Europa centrale.

Cosa se ne fa, in pratica

Cosa si raccoglie: le sommità fiorite, raccolte quando la pianta è in fiore (l'estate), essiccate all'ombra, poi conservate in un barattolo opaco.

La tisana della sera fresca:

  • 1 cucchiaino di sommità fiorite essiccate
  • 250 ml di acqua frusciante (appena bollente)
  • infondere coperto 5-7 minuti, non di più (oltre, l'amarezza domina)
  • filtrare, aggiungere un cucchiaio di miele - è il modo tradizionale di temperare la marrubina, il principio amaro della pianta

Da gustare la sera, quando l'autunno si avvicina e la voce si rauca al ritorno da una passeggiata ventosa. Si può prolungare in una cura breve di alcuni giorni; non ci si installa in un consumo quotidiano a lungo termine.

Un'amarezza che ha il suo senso

L'amarezza del marrubio non è una stranezza: nell'erboristeria tradizionale, è proprio ciò che rende la pianta utile - i principi amari stimolano dolcemente la sfera digestiva e respiratoria. È per questo che la si beve senza eccessi e la si addolcisce con un po' di miele: si cerca di gustare l'amarezza, non di abbuffarsene.

Un pezzo in più nel corpus delle tisane della sera

Questo filone di tisane della sera - camomilla, melissa, verbena, timo, tiglio - trova nel marrubio una nota più ruvida, meno "dolce" delle sue cugine. Non è la tisana che si serve a un bambino stanco; è quella che si tiene per sé, quando si ha bisogno di qualcosa che abbia un po' di carattere. Allunga il tavolo delle piante della sera verso l'amaro e l'autunnale, dove melissa e camomilla tenevano la nota dolce e floreale.

Precauzioni da conoscere

Il marrubio bianco non è consigliato durante la gravidanza e l'allattamento, né nei bambini. A causa della sua azione sulla sfera digestiva e cardiaca (a dosi elevate), le persone che seguono un trattamento (soprattutto per il cuore o la pressione) dovrebbero parlarne con il loro medico o farmacista prima di berla regolarmente. È anche una pianta da consumare in cura breve, non come bevanda quotidiana.

Come sempre in questo angolo del magazine: il marrubio calma, conforta, accompagna - non sostituisce un parere medico se la tosse persiste, se la febbre sale, se qualcosa ti sembra uscire dal quadro. In complemento, non in sostituzione - consultate un professionista della salute.

Un gesto di stagione

Quello che mi piace del marrubio è che non ha nulla di sfarzoso. Non profuma la casa come la lavanda, non si fa ammirare come la rosa. È una pianta di pazienza, che si tiene in un barattolo, che si tira fuori una sera d'autunno quando un po' di vento ha fatto graffiare la gola, e che si beve lentamente, con il miele, guardando calare il giorno. Niente di più, niente di meno.

Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.

La nostra redazione
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Rose DelacroixErborista & rimedi
Erborista appassionata dai rimedi della nonna e dalla memoria delle piante.
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