Il brusio - ascoltare la propria voce come un rituale della sera

In questa serie : Univers sonore — écoute, vibration, rituels· Tappa 8/8

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Il brusio - ascoltare la propria voce come un rituale della sera
Illustration : Mei Arakawa

Bocca chiusa, un suono dolce che vibra nel petto e nel cranio: l'umming, gesto sonoro semplice, presente in quasi tutte le culture.

Un suono che portiamo con noi

Cantare con la bocca chiusa è forse il gesto sonoro più universale: la madre che culla, l'artigiano chino sul suo lavoro, la vicina che stende il bucato. Un mmm che sale nel petto e vibra da qualche parte tra lo sterno e la fronte. Lo facciamo senza pensarci - è proprio questo che lo rende prezioso.

Nel vocabolario contemporaneo del rilassamento attraverso il suono, si parla di humming. Nella tradizione indiana del pranayama, si parla di bhramari - dal nome del calabrone, di cui si cerca di imitare la vibrazione. Il gesto è lo stesso: inspirare con il naso, poi espirare a lungo emettendo un suono continuo, senza forzare, tenendo la bocca chiusa.

Quello che si sente (e quello che non promettiamo)

Alla prima espirazione, spesso non si sente molto. Alla terza o alla quarta, la vibrazione inizia a farsi presente: occupa il petto, sale nella gola, risuona a volte nei seni, alla radice del naso. Alcune persone la sentono addirittura dietro le orecchie, nel cranio.

Non è magia. È semplicemente quello che fa un suono mantenuto: mette in risonanza le cavità del corpo che possono accoglierlo. Molti praticanti dicono che l'attenzione si riorganizza, che la mente rallenta, che qualcosa si placa - ed è già abbastanza per giustificare il rituale. Esiste una letteratura scientifica nascente sugli effetti del bhramari sulla variabilità cardiaca e sul tono parasimpatico, ma rimane modesta e gli studi sono di piccola dimensione: da prendere come una pista, non come una prova. Cantare con la bocca chiusa non è una cura medica. È un'arte di vivere, un modo di tornare a casa attraverso la voce.

Il rituale - cinque minuti, una volta al giorno

  • Dove: ovunque, ma lo si apprezza meglio nel silenzio. La sera, prima di cena. Al mattino, prima che la casa si animi. Seduti, schiena dritta senza rigidità.
  • Come:
    1. Chiudere gli occhi se è comodo.
    2. Inspirare con il naso, senza fretta, senza contare all'inizio.
    3. Bocca chiusa, mascella rilassata, espirare emettendo un suono basso e regolare, come un mmm prolungato. Non si cerca la potenza; si cerca la stabilità.
    4. Ricominciare, cinque a dieci volte.
  • Durata: tre a cinque minuti sono sufficienti la prima settimana. Si può allungare successivamente se si ama - mai oltre i dieci minuti per un uso quotidiano.
  • La texture: una nota grave, sostenuta, sale dal petto; una nota più alta vibra di più nei seni. Alternare le due, un giorno l'una, un giorno l'altra, e ascoltare la differenza.

Piccole precauzioni

  • Se avete un'otite, una sinusite acuta o qualsiasi infiammazione ORL, è meglio aspettare di stare meglio prima di riprendere la pratica.
  • Dopo un pasto abbondante, preferire una postura seduta dritta piuttosto che sdraiata.
  • Non aspettarsi nulla di «terapeutico»: il cantare con la bocca chiusa è un rituale di rilassamento, da praticare in complemento a uno stile di vita sano, non in sostituzione di un follow-up medico.

Un'arte molto antica, molto umile

C'è qualcosa di commovente nel scoprire che un gesto così banale - questa piccola canzone con la bocca chiusa che facciamo cercando le chiavi - sia anche una pratica insegnata da secoli in India, meditata nei monasteri, riscoperta oggi negli studi di sonoterapia. Il cantare con la bocca chiusa non chiede nulla: non oggetti, non cuscini, non applicazioni. Solo la voce che già abbiamo, e un po' di ascolto.

Forse è questo che ne fa un rituale della sera così giusto. Quando gli schermi si spengono, rimane questo mmm posato nel petto - e a volte, è sufficiente.

Bhramari - il calabrone

Nei testi indiani dell'hatha-yoga, il bhramari pranayama è descritto come un respiro che «imita il calabrone» (bhramara). L'attenzione si concentra meno sulla performance che sull'ascolto della vibrazione fino a quando la mente non si posa su di essa.

Articolo prodotto da intelligenza artificiale, riletto sotto controllo editoriale umano.

La nostra redazione
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Yuna SatoSonoterapista
Esploratrice di suoni che calmare: ciotole, frequenze, ambienti.
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